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Progetti d'Esame e Book di Grafica

Progetti Grafici e Tesi su InDesign (e non solo)

Ovvero, come impaginare il tuo book d’esame o Tesi finale (e prepararlo per una stampa senza sorprese)

Ogni anno vediamo passare in Legatoria centinaia di book realizzati da studenti della LABA, ISIA o UNIRSM che frequentano i corsi di Grafica, Design, Moda e Progettazione Editoriale.

Alcuni arrivano già perfetti... altri invece presentano piccoli o grossi "errori", che vanno necessariamente corretti prima di mandare in stampa. Spesso basta davvero poco per evitarli, altre volte il "saperlo prima" diventa fondamentale.

Per questo abbiamo raccolto alcuni consigli che diamo ogni giorno ai nostri clienti. Se stai preparando il tuo book, ti aiuteranno a ottenere un risultato più professionale e a evitare le modifiche dell'ultimo minuto.
Esporta il PDF nel modo corretto.

Questa è probabilmente la fase più importante.
Un'impaginazione perfetta può essere compromessa da un PDF esportato male.

Il file PDF per la stampa dovrà essere:
- composto da pagine singole (non a pagine affiancate)
- in alta qualità
- immagini salvate alla massima risoluzione
- font incorporati
- NO abbondanze, NO crocini di taglio (sì, noi lo richiediamo proprio così)

L'esportazione a pagine affiancate è forse l'errore più comune.
Impaginare il book vedendo le pagine affiancate, come se fosse già un libro, è normale: quasi tutti i programmi di impaginazione lavorano così.
Ma il PDF che ci serve per la stampa è rigorosamente a pagina singola.
Così come la questione delle abbondanze: alcune stamperie le richiedono, noi no.
Esporta il PDF a dimensione reale. Sarà poi il nostro software a preparare il file per la stampa e la rilegatura.

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Per le Tesi Classiche

Fondamenti di impaginazione di Tesi ed Elaborati


La corretta preparazione del file per la stampa richiede la conoscenza di alcune nozioni di base. Una configurazione errata genera errori di impaginazione che possono portare a costi aggiuntivi e ritardi nella consegna.

Di seguito i 6 concetti fondamentali da verificare prima di consegnare il file in segreteria e, soprattutto, di inviarlo in stampa.

Il frontespizio è la prima pagina utile della tesi. Ha valore formale e amministrativo: è il documento su cui la segreteria verifica l’identità del candidato, il titolo dell’elaborato e la composizione della commissione di laurea.
La struttura del frontespizio è definita dal regolamento di ciascun ateneo. In linea generale deve contenere: denominazione dell’università, dipartimento o scuola, corso di laurea; titolo della tesi identico a quello depositato in segreteria; tipologia di elaborato; nome del candidato come risulta su libretto e carta d’identità; nome del relatore e degli eventuali correlatori; anno accademico in cui si sostiene l’esame.

Errori frequenti da evitare

Il primo errore è confondere il frontespizio con la copertina. Il frontespizio è il foglio interno stampato su carta e da cui prende inizio l’elaborato, la copertina è l’elemento esterno su cui si riporta il frontespizio: a volte le due versioni possono non coincidere perfettamente (es: sulla copertina a volte non è richiesta la presenza del numero di matricola oppure il logo viene inserito in una differente versione).
Alcuni atenei ancora oggi vietano l’inserimento del logo universitario sul frontespizio (l’esempio più eclatante era fino a qualche anno fa quello dell’Università di Bologna, oggi il logo è ammesso) o ne regolano dimensioni e posizione. Vanno verificate le linee guida in segreteria o sul sito web dell’Università.

Nota tecnica per la stampa

Il frontespizio va incluso nel file PDF unico della tesi, come prima pagina, meglio se non numerato. In fase di stampa, è possibile che si renda necessaria qualche modifica (ai margini oppure alla grandezza del font) per far sì che sia ben leggibile soprattutto nelle copertine con scritte oro/argento. Di questo ce ne occupiamo direttamente noi in fase di elaborazione dell’ordine.

Le linee guida della maggior parte delle Università comprendono vincoli su tipo e grandezza di font, valore di interlinea e numero (indicativo) di righe per pagina, così come anche la grandezza dei margini.
Un esempio possono essere i font Times New Roman e Arial nei punti 12-14, un interlinea pari a 1,5 e margini di 3 cm su tutti e quattro i lati.

Esiste anche un margine di rilegatura, cioè un margine aggiuntivo lasciato sul lato interno della pagina per compensare lo spazio occupato dal tipo di rilegatura: su questo aspetto il nostro consiglio è di lasciare 0 (zero), in quanto la cucitura dei fogli porta via pochi millimetri e la cosa viene bilanciata dalla rifilatura del volume.
In caso questo margine aggiuntivo venga richiesto dall’Università si dovrà fare attenzione: nei documenti destinati alla stampa fronte/retro si dovranno impostare margini speculari. In questo modo il margine di rilegatura sarà a sinistra sulle pagine dispari e a destra sulle pagine pari. L’errore più comune è lasciare il margine fisso a sinistra per tutte le pagine: in stampa fronte/retro il testo sulle pagine pari risulterà squilibrato e troppo vicino al lato interno.

La scelta tra stampa solo fronte e fronte/retro può essere indirizzata dal regolamento universitario oppure essere una scelta dipendente dal numero di pagine o dalla volontà dello studente.
Solitamente noi consigliamo per tesi che non superano le 60 pagine la stampa solo/fronte, per elaborati con più di 60 pagine si apre la possibilità di valutare la stampa fronte/retro.
Ma perchè è usuale vedere le tesi di laurea stampate solo/fronte quando nessun altro testo (libri, riviste, giornali…) si trova pubblicato in questo modo? La risposta è semplice: non è solo questione di lunghezza di un elaborato (poche pagine = stampa su 1 lato = prodotto finale “più corposo”) ma è un format che si trasmette da quando le tesi venivano battute a macchina da scrivere. Infatti, prima dell’avvento delle stampanti come strumento di massa, questo era l’unico modo di presentare il proprio elaborato e la battitura poteva essere fatta solo da 1 lato del foglio.

Stampa solo fronte

Una pagina (facciata) per ogni foglio. Viene richiesta da alcuni atenei per tesi di laurea magistrale e dottorato, o quando il documento contiene molte immagini a colori che rischierebbero di trasparire.
Il volume risulta più spesso e non richiede caratteristiche particolari per la preparazione del file, quindi nessuna pagina bianca, margini simmetrici oppure che lasciano più spazio a sinistra, numerazione nella posizione che si preferisce.

Stampa fronte/retro

Utilizza entrambi i lati del foglio. Riduce lo spessore del volume e il peso della tesi. È la modalità scelta maggiormente per chi ha elaborati lunghi più di 60-70 pagine. Richiede un’attenzione particolare a diversi fattori dell’impaginazione.
Tutte le parti principali del testo (frontespizio, dedica, indice, abstract, introduzione, inizio dei capitoli, conclusione, bibliografia, allegati e ringraziamenti) devono iniziare su pagina dispari: così non fosse, lasciare una pagina bianca (con numerazione) prima di ogni nuova parte. Attenzione anche ai margini, sinistro e destro speculari (vanno bene da 2,5 a 3,5 a seconda del gusto personale). Anche la numerazione deve essere controllata: o tutti i numeri di pagina centrati oppure esterni (quelli pari nell’angolo a sinistra, quelli dispari nell’angolo a destra).

Numerazione delle pagine

Se stampi solo/fronte puoi metterli a piacimento sia centrali che a destra, ovvero all’opposto del lato in cui si rilega. Se invece stampi fronte/retro impostala centrata (non si sbaglia mai) oppure impostala in modo speculare . I numeri pari vanno posizionati a sinistra, i numeri dispari a destra, sempre all’esterno del blocco testo.
Le pagine preliminari come frontespizio, dedica e indice possono essere non numerati oppure si numerano con numeri romani minuscoli: i, ii, iii. Dall’introduzione inizia la numerazione araba: 1, 2, 3. Per farlo in Word usa Layout > Interruzioni > Pagina successiva per separare le sezioni, poi Inserisci > Numero di pagina > Formato numeri di pagina e scegli il tipo di numerazione e il punto di partenza.

L’indice automatico evita errori di impaginazione e rende il documento navigabile. Word lo genera a partire dagli stili Titolo 1, Titolo 2, Titolo 3 applicati ai capitoli e ai paragrafi.
Applica lo stile Titolo 1 ai capitoli, Titolo 2 ai paragrafi, Titolo 3 ai sottoparagrafi. Evita di modificare manualmente il font e la dimensione: lavora sempre sugli stili per mantenere coerenza.
Posiziona il cursore dove vuoi l’indice, vai su Riferimenti > Sommario e scegli uno stile automatico. Word genererà l’elenco con i numeri di pagina aggiornati.
Prima di salvare il PDF, aggiorna sempre il sommario con Riferimenti > Aggiorna tabella.

Se preferisci creare l’indice manualmente digitando titoli e numeri di pagina ricorda di farlo come ultima cosa, ad elaborato pressoché concluso, in quanto è sufficiente cambiare un titolo o spostare un paragrafo di una riga per rendere l’indice errato.

Le note a piè di pagina servono per citazioni, riferimenti bibliografici e approfondimenti senza interrompere il flusso del testo principale.

Impostazione corretta

Posiziona il cursore alla fine della parola o della frase da annotare, vai su Riferimenti > Inserisci nota a piè di pagina in Word. Il programma inserisce automaticamente il numero progressivo nel testo e crea lo spazio in fondo alla pagina.
Il testo della nota va scritto in corpo minore rispetto al testo principale, di solito 10 pt contro i 12 pt del corpo. Mantieni interlinea singola e giustificazione a sinistra.

Errori comuni

Non copiare le note manualmente in fondo alla pagina: se sposti il testo, la nota resta ferma e perde il riferimento. Usa sempre la funzione automatica di Word.
Evita note troppo lunghe. Se superano mezza pagina, meglio trasformarle in appendice. Verifica anche che le note non finiscano tagliate tra una pagina e l’altra: in Word puoi bloccarle con Paragrafo > Interruzioni di riga e di pagina > Mantieni con il successivo.

Il file di invio deve garantire che font, immagini e impaginazione rimangano inalterati durante il processo di stampa.

Formato richiesto

Lo standard è PDF/X-1a o PDF/A. Questi formati incorporano tutti i font utilizzati e fissano le impostazioni colore, evitando sostituzioni automatiche. L’esportazione da Word, InDesign o LaTeX deve avvenire selezionando l’opzione “PDF per stampa di qualità” o “PDF/A-2b”.

Controlli da eseguire

Prima dell’invio verifica che tutte le immagini abbiano una risoluzione minima di 300 dpi. Una risoluzione inferiore produce stampe sgranate. Apri il PDF in Adobe Acrobat e controlla la scheda File > Proprietà > Font : la dicitura “Subset incorporato” deve comparire per ogni carattere utilizzato. Se vedi “Nessun incorporamento”, il file non è idoneo.

Errori comuni

L’uso di PDF esportati per il web, con compressione elevata delle immagini, è la causa principale di stampe a bassa qualità. Anche i file Word convertiti in PDF senza l’opzione di incorporamento dei font possono generare sostituzioni di carattere.

Una verifica preventiva di margini, indice, note, formato file e tipo di stampa riduce significativamente il rischio di ristampa. I punti sopra riportati costituiscono lo standard minimo di controllo prima dell’invio del file.

Per un controllo gratuito del PDF e un preventivo dettagliato, contattaci su info@tesicastiglioni.it